mar 12

l47742376911 6827 Nota Ufficiale del Segretario Udc Badia Polesine Fabrizio Borin

L’UDC Badiese, per mio tramite, ritiene di dover fare alcune riflessioni in merito alla vicenda delle dimissioni del sindaco Meneghin. Nel 2007, questo partito, che faceva parte della coalizione di maggioranza n’era cacciato, nonostante avesse fornito prova di lealtà e di buona capacità amministrativa, così tradendo il voto dei badiesi. D’allora l’Udc locale ha avviato un profondo lavoro di rinnovamento della sua segreteria e contestualmente d’opposizione alla maggioranza formatasi, risultato di un inganno politico. Opposizione, che con coerenza è stata portata avanti fino al consiglio di giovedì scorso, in cui i nostri consiglieri hanno affermato, come hanno sempre fatto, di essere all’opposizione invitando il sindaco alle dimissioni. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di guardare al bene superiore del buon governo della città per garantire un futuro sereno ai badiesi. Per questo preferiamo guardare oltre, valutando fin da ora ogni possibile soluzione per costruire un’alleanza che ci veda protagonisti e vincenti alle prossime elezioni amministrative. Noi siamo pronti a lavorare, con pari dignità, con tutte quelle forze che vogliano ridare all’amministrazione Badiese efficienza e credibilità, evitando gli errori del passato, e favorendo un ricambio generazionale dei loro esponenti, al fine di creare nuovi amministratori per la nostra città.

Il Segretario di Sezione
Fabrizio Borin

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mar 12

Giuseppe Romani respinge le voci di un pressing politico rimettendo ogni decisione a un eventuale tavolo di concertazione del centrodestra

Tratto dal Gazzettino di Rovigo di Giovedì 12 Marzo 2009 di Paolo Aguzzoni romanigazza 150x150 «Non darò appoggio personale a Meneghin»

C’è o non c’è il «pressing» sul consigliere dell’Udc Giuseppe Romani affinchè possa dare il suo sostegno al dimissionario sindaco Paolo Meneghin (Fi) prima che le stesse dimissioni divengano esecutive e fargli ritrovare una maggioranza come abbiamo ipotizzato nel servizio pubblicato ieri? «È escluso oggi e in futuro ogni mio personale appoggio al sindaco Paolo Meneghin – esordisce Romani -, ma sarà il mio partito dell’Udc a valutare se esistono le prerogative per fare all’interno dell’intero centro destra badiese un tavolo di discussione che possa portare a una soluzione politica che veda al centro di tale azione il bene della città per oggi e per il futuro. Solo allora, sarò pronto a fare il mio dovere, come ritengo sempre di aver fatto. Chi oggi gode delle dimissioni del sindaco e parla di una città che può finalmente rialzare la testa, non capisce che ciò che è successo è una sconfitta per l’intera città, sia di chi aveva il dovere di governarla e che non ha saputo farlo in maniera politicamente coerente, sia di chi ha ruoli all’interno del consiglio comunale e che in maniera ottusa, scomposta e personale ghigna per quanto successo».
Romani continua dicendo: «Ho fatto l’assessore per due anni e mezzo al fianco del sindaco Meneghin, con impegno, entusiasmo e serietà» e poi precisa: «A livello personale quando mi sono state tolte le deleghe di assessore non ho rilasciato nessun comunicato e nessuno sfogo perché ritenevo che il clima politico fosse già di per se in una fase delicata, e perché comunque la mia azione politica è sempre stata rispettosa, come lo sarà in futuro, delle decisioni che in maniera collegiale e condivisa ha sempre preso il mio partito».
Quindi si intuisce che se c’è spazio per un ripensamento non sarà “personale” ma di partito. «Oggi mi sento in dovere di rilasciare una dichiarazione – dice Romani – perché quanto riportato ieri 11 marzo è offensivo nei miei confronti, nei confronti delle persone con le quali ho lavorato come amministratore. Nessun pressing politico è stato fatto dal sindaco Meneghin nei miei confronti, nessun ricatto legato alla mia professione è stato esercitato nei miei confronti da chicchessia. Siamo ancora in una democrazia libera, dove discutere è un bene prezioso della libertà di cui godiamo».
Dopo aver sottolineato che «Badia è sempre stata per tradizione, per storia, per pensiero una città moderata, dove politicamente il Centro è sempre stato un punto di riferimento», Romani conclude: «Oggi assistiamo alla conclusione di uno spettacolo indecoroso, dove il partito di maggioranza relativa di Forza Italia, per strani personalismi e voglie di rivincita, esclude prima e abbatte, poi, se stessa. È un atteggiamento che in prospettiva della elezioni amministrative del 5 e 6 giugno può consegnare la città per la prima volta alla sinistra. Non c’è dubbio che occorre un cambio generazionale delle persone che hanno governato Badia fino ad oggi, sia perché la città è cambiata in questi ultimi 15 anni, sia perché la città è in grado di esprimere nuove forze, preparate e capaci di affrontare con entusiasmo le future sfide amministrative».

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mar 12

L’appello del consigliere dell’Udc dopo le dimissioni del Sindaco Meneghin
Romani: ” Non possiamo consegnare il Comune nelle mani della sinistra”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/03/2009 di Piera Marsilio  Crisi, il centrodestra deve confrontarsi

“E’ escluso oggi e in un futuro ogni mio appoggio al sindaco Paolo Meneghin ma sarà il mio partito l’Udc a valutare se esistono le premesse per fare all’interno dell’intero centrodestra badiese un tavolo di discussione che possa portare a una soluzione politica che veda al centtro di tale azione il bene della città per oggi e per il futuro. Solo allora, sarò pronto a fare il mio dovere, come ritengo sempre di avere fatto”. A dirlo è Giuseppe Romani consigliere dell’Udc che vuole chiarire la propria posizione in merito alle dimissioni del sindaco Paolo Meneghin nello scorso travagliato consiglio comunale. “Una politica dei sospetti, delle supposizioni, e delle insinuazioni” la definisce. ” Oggi in gioco c’è il bene ed il futuro dei cittadini di Badia – sottolinea – il funzionamento dei servizi della città.C’è in gioco la rispettabilità della città nei confronti delle altre  istituzioni e delle altre amministrazioni. Chi gode oggi delle dimissioni del sindaco e parla di una città che si può finalmente rialzare la testa non capisce che ciò che è successo è una sconfitta per l’intera città, sia di chi aveva il dovere di governarla e che non ha saputo farlo in maniera politicamente coerente, sia di chi ha ruoli all’interno del consiglio comunale e che in maniera ottusa, scomposta, e personale ghigna per quanto successo”.
“Ho fatto l’assessore per due anni e mezzo al fianco del sindaco Meneghin – continua Romani – con impegno, entusiasmo e serietà, sottraendo molto del tempo che avrei dovuto dedicare alla mia professione ed alla mia famiglia, questo grazie anche alla collaborazione e solidarietà dei miei colleghi e collaboratori di lavoro e alla grande comprensione che la mia famiglia ha avuto conoscendo la mia passione politica. A livello personale quando mi sono state tolte le deleghe di assessore non ho rilasciato nessun comunicato, nessuno sfogo, nè sui giornali nè sulla pubblica piazza, perchè ritenevo che il clima politico fosse già di per se in una fase delicata, e perchè comunque la mia azione politica è sempre stata rispettosa, come lo sarà in futuro, delle decisioni che in maniera collegiale e condivisa ha sempre perso il mio partito dell’Udc. Nessun pressing politico è stato fatto dal sindaco Meneghin nei miei confronti,
nessun ricatto legato alla mia professione è stato esercitato nei confronti di chicchessia. Siamo ancora in una democrazia libera, dove discutere è un bene prezioso della libertà di cui godiamo ancora in questo paese Italia e continuerò a discutere con chi credo più opportuno, sempre nel rispetto delle reciproche posizioni”.

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mar 12

Voci di un pressing su Romani (Udc) che però smentisce
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 12/03/2009 di Cristiano Bendinromaniresto 150x150 Trattative per salvare Meneghin Bellotti prende in mano la situazione

Ha ancora un paio di settimane, il sindaco dimissionario Paolo Meneghin, per ripensarci e tentare di rimettere insieme i cocci della sua vecchia maggioranza ridotta a soli nove componenti. La legge, infatti, dice che «le dimissioni diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio comunale». E dalle manovre in corso in questi giorni, pare proprio che Meneghin abbia tutta l’intenzione di giocarsi le ultime chance per risparmiare alla città l’onta del commissariamento ed evitare di lasciare per strada il Pat, il bilancio, il project financing della nuova piscina e i finanziamenti per ultimare il Teatro Sociale, cioè i punti cardine del programma elettorale col quale si era presentato agli elettori nel 2004. A prendere in mano la situazione è stato direttamente l’onorevole Luca Bellotti, che a Badia ha una parte rilevante del suo consenso elettorale. Secondo indiscrezioni, il deputato di An avrebbe convocato i nove componenti della vecchia maggioranza (cioè, oltre al sindaco, i quattro esponenti di An, i due assessori forzisti rimasti fedeli al sindaco più gli indipendenti Cabassa e Tesin) per fare il punto della situazione e tentare una via d’uscita che salvi la faccia al primo cittadino — che resta pur sempre espressione di FI-Pdl e attualmente non sono molti, in provincia di Rovigo, i primi cittadini espressione del centro-destra —, eviti spaccature insanabili in vista della ormai imminente costituzione del Pdl e consenta di recuperare per strada progetti importanti, come il Pat, la piscina e così via. Sempre secondo le voci ricorrenti in questi giorni, Bellotti avrebbe ottenuto da tutti una sorta di benestare a trattare per salvare la ‘baracca’. Sulle strategie che il deputato ha in mente, però, vige l’assoluto riserbo anche se non sono da escludere manovre di avvicinamento all’alleato Forza Italia, quindi all’assessore regionale Renzo Marangon. Tra le voci ricorrenti anche quella di un pressing sul consigliere comunale Udc Giuseppe Romani, ex assessore alla cultura, affinchè appoggi — o comunque non voti contro — la maggioranza. Un pressing che sarebbe sconfinato nel campo lavorativo — Romani è ingegnere e il suo studio sta curando la progettazione, fra le varie cose, dell’urbanizzazione dell’area ex Verzaro — ma che l’interessato ha smentito seccamente: «E’ escluso oggi e in un futuro ogni mio personale appoggio al sindaco Menghin, ma sarà il mio partito dell’Udc a valutare se esistono le prerogative per fare all’interno dell’intero Centro Destra badiese un tavolo di discussione che possa portare a una soluzione politica che veda al centro di tale azione il bene della città per oggi e per il futuro. Solo allora, sarò pronto a fare il mio dovere, come ritengo sempre di aver fatto».

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mar 12

Il Pdl cerca la carta Tescaroli

Tratto dal Gazzettino del 12/03/2009 di Roberto Pavanudcrovigoaldo 76x150 La base dell’Udc tira a centrodestra

Accelerata improvvisa nella corsa alla ricerca del candidato di spicco del nascente Partito della libertà per la Provincia.Salta fuori il nome dell’adriese Nereo Tescaroli, attuale direttore del Consorzio rifiuti, già segretario generale per molti anni a Palazzo Celio a cavallo degli anni 80 e 90 sotto le presidenze Nonnato, Monesi e Brigo, nonché incaricato delle stesse funzioni al Comune di Venezia e ancor prima ad Adria. Una lunga carriera nella stanza dei bottoni, un funzionario di stimata esperienza il quale, più che far parte della politica, ne ha tenuto le redini controllandola e probabilmente anche correggendone errori ed eccessi.
Pare che il suo nome sia stato fatto direttamente da Renzo Marangon con il benestare, o forse il suggerimento, del governatore Giancarlo Galan. L’interessato, però, sembra non sia disponibile a una discesa in campo così repentina e dovrebbe aver declinato l’invito. Addirittura era anche stata avanzata l’ipotesi che Tescaroli potesse essere candidato, sempre per il Pdl, per il Comune di Adria. Ipotesi che i bene informati considerano priva di ogni fondamento. Resta il fatto che l’approssimarsi della data del congresso per il decollo del Pdl fa aumentare l’interesse verso la scelta dei candidati. Sicuramente per FI e An pronte a fondersi, presentare fin d’ora un candidato credibile e condiviso, sarebbe un vantaggio in chiave elettorale. Anche perché nel centrodestra la confusione si sta depositando su tutti i partiti come un velo di polvere. Dei problemi intestini della Lega se ne parla nelle pagine interne. Chi sembra navigare senza una direzione precisa è l’Udc. Non vuol sentir parlare di fratture il segretario provinciale Francesco Milan, ma è chiaro che le iniziative del presidente Renato Borgato, e di parte dei giovani oltre che di altri membri del direttivo gli stanno facendo mancare al terra sotto i piedi.
L’ultimo in ordine di tempo a dare indicazioni sugli indirizzi che dovrà prendere il partito è il segretario organizzativo Aldo Borgato, che auspica la scelta definitiva di coalizzarsi con gli altri partiti del centrodestra come già succede con l’opposizione in Comune capoluogo. Aldo Borgato ha partecipato all’inaugurazione della sede regionale di Padova, presente il segretario nazionale Lorenzo Cesa dal quale ha ricavato indicazioni sulle scelte politiche che deve fare l’Udc. Sembra che Cesa abbia anche detto che ogni Provincia dovrà avere candidati dell’Udc autonomi, a eccezione di Rovigo dove l’alleanza con Pdl e Lega deve essere scontata.

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mar 12

La lettera di Aldo Borgato delle segreteria comunale

Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/03/2009

Intervento di Aldo Borgato, segretario organizzativo comunale di Rovigo dell’Udc, dopo la sua partecipazione all’inaugurazione della nuova sede regionale. Ho chiesto  inserire su codesto quotidiano, la mia opionione come segretario organizzativo comunale di Rovigo del partito Udc.Lunedi 9 Marzo, si è inaugurata la nuova sede Regionale, del partito Udc, ubicata a Padova in via Medoaco 6, vicino all’uscita Padova Ovest. Io come organizzativo, ero presente, e ho ascoltato il nostro segretario nazionale Lorenzo Cesa che enunciava i nuovi indirizzi politici, alla presenza del nostro segretario regionale, nonchè onorevole Antonio De Poli. E di molti altri convenuti per tale evento, alla presenza di varie testate e tv, che hanno redatto tale evento con riprese ed interviste.Alcune considerazioni sui punti focali redatti nell’occasione, enunciati sia da on. Cesa che da on. De Poli. Si identificano in un federalismo vero, con un si al 20% irpef Disegno di legge n2105 delega al governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione; art 132 (principi e criteri direttivi concernenti l’entità e il riparto dei fondi perequativi per gli enti locali) dopo il comma 1 aggiunge il seguente: 1-bis. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 istituiscono, in favore dei comuni, con efficacia a decorrere dal 1° Gennaio 2010, la compartecipazione del (20% irpef) venti per cento al gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si ad aiuti a chi perde il lavoro, No ai 500mila euro a Roma; No ai 150 mila euro a Catania. No agli studi di settore, No a Patto di Stabilità, No ak provvedimento quota latte. Infine un bel No ai Fondi Cipe Lombardo-Siculi (ponte stretto di Messina).Come sostenitore ed iscritto all’Udc credo che, gli spot come dice il nostro leader Casini, devono fnire.Durante tale inaugurazione si è parlato anche delle possibili alleanze in Veneto, potrebbero avvennire.Prestando sempre un occhio di riguardo, a coloro che più si affinano ai nostri ideali, restando pero fieri di esistere. Comportando con questo l’esser pronti ad andare ancora da soli a tutte le prossime elezioni se non vi fossero le condizioni ideali.L’Udc comunale di Rovigo, se mi è possibile adesso una considerazione, riconosce i nostri possibili alleati in quel centro-destra, che nel comunale di Rovigo ci trova affiancati alle varie attività e manifestazioni, ed in opposizione. Spero che questa nostra lealtà, si riconosca, e venga tradotto in alleanza per la provincia. Ovvio, credo che la nostra, sia presa come una possibile alleanza, dove noi dell’Udc entriamo come propositori, e non come solo dei voti da mettere nel sacco. Per poi non ascoltare la voce, la nostra, che può dar consigli utili. Perchè credo che in una coalizione, se tutti sono posti come veri alleati, questo porta avanti, un lavoro, che porta veramente linfa vitale alla nostra comunità. Che in provincia di Rovigo, trova problematiche che si accentuano, proprio perchè questo territorio, grande per le possibilità, resta sempre però indietro come cò che viene fatto.

Aldo Borgato

Segretario Organizzativo comunale di Rovigo

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