mar 11

Pubblichiamo il testo integrale del comunicato stampa redatto dal Consigliere Giuseppe Romani in risposta agli articoli usciti nei giorni scorsi sulla crisi consiliare badiese.

Badia Polesine, 11 marzo 2009 bepperomani Dichiarazione del Consigliere Giuseppe Romani del 11/03/2009

Il riferimento è a quanto apparso sulla stampa, in particolare sul quotidiano “Il Gazzettino” in un articolo firmato a nome di Aguzzoni Paolo.
“Quanto evidenziato dall’articolo su “voci suffragate da elementi concreti” o sul “pare non si sia mai interrotto il pressing sul consigliere comunale dell’UDC Giuseppe Romani” è il risultato del mediocre livello che la politica badiese ha raggiunto. La politica dei “pare” o delle “voci”, vale a dire la politica dei sospetti, delle supposizioni e delle insinuazioni.
E’ escluso oggi e in un futuro ogni mio personale appoggio al sindaco Paolo Menghin, ma sarà il mio partito dell’UDC a valutare se esistono le prerogative per fare all’interno dell’intero Centro Destra badiese un tavolo di discussione che possa portare a una soluzione politica che veda al centro di tale azione il bene della città per oggi e per il futuro. Solo allora, sarò pronto a fare il mio dovere, come ritengo sempre di aver fatto.Oggi in gioco c’è il bene e il futuro dei cittadini di Badia, del funzionamento dei servizi della città, c’è in gioco la rispettabilità della città nei confronti delle altre Istituzioni e delle altre Amministrazioni. Chi oggi gode delle dimissioni del Sindaco e parla di una città che può finalmente rialzare la testa non capisce che ciò che è successo è una sconfitta per l’intera città, sia di chi aveva il dovere di governarla e che non ha saputo farlo in maniera politicamente coerente sia di chi ha ruoli all’interno del Consiglio Comunale e che in maniera ottusa, scomposta e personale ghigna per quanto successo.
Ho fatto l’assessore per due anni e mezzo al fianco del sindaco Meneghin, con impegno, entusiasmo e serietà, sottraendo molto del tempo che avrei dovuto dedicare alla mia professione e alla mia famiglia, questo grazie anche alla collaborazione e solidarietà dei miei colleghi e collaboratori di lavoro e alla grande comprensione che la mia famiglia ha avuto conoscendo la mia passione politica.
A livello personale quando mi sono state tolte le deleghe di Assessore non ho rilasciato nessun comunicato e nessuno sfogo, né sui giornali né sulla pubblica piazza, perché ritenevo che il clima politico fosse già di per se in una fase delicata, e perché comunque la mia azione politica è sempre stata rispettosa, come lo sarà in futuro, delle decisioni che in maniera collegiale e condivisa ha sempre preso il mio partito dell’UDC.
Oggi mi sento in dovere di rilasciare una dichiarazione perché quanto riportato sul quotidiano di ieri 11 marzo 2009 è offensivo nei miei confronti, nei confronti delle persone con le quali ho lavorato come amministratore in due anni e mezzo. Nessun pressing politico è stato fatto dal Sindaco Meneghin nei miei confronti, nessun ricatto legato alla mia professione è stato esercitato nei miei confronti da chicchessia. Siamo ancora in una democrazia libera, dove discutere è un bene prezioso della libertà di cui godiamo ancora in questo paese Italia e continuerò a discutere con chi credo più opportuno, sempre nel rispetto delle reciproche posizioni.
Concludo con una riflessione politica. Badia è sempre stata per tradizione, per storia, per pensiero una città moderata, dove politicamente il Centro è sempre stato un punto di riferimento per i Badiesi e dove al centro ha sempre trovato delle personalità politiche che l’hanno fatta crescere, con intuizioni e capacità che l’hanno portata spesso ad essere un punto di riferimento per il territorio circostante. Oggi assistiamo alla conclusione di uno spettacolo indecoroso, dove il partito di maggioranza relativa di Forza Italia, e che parti di questo pensiero di centro incarna, per strani personalismi e voglie di rivincita, esclude prima e abbatte, poi, se stessa. E’ un atteggiamento che in prospettiva della elezioni Amministrative del 5 e 6 giugno può consegnare la città per la prima volta alla sinistra.
Non c’è dubbio che occorre un cambio generazionale delle persone che hanno governato Badia fino ad oggi, sia perché la città è cambiata in questi ultimi 15 anni, sia perché la città è in grado di esprimere nuove forze, preparate e capaci di affrontare con entusiasmo le future sfide amministrative, e questo non è solo il mio pensiero ma è il pensiero del mio partito dell’UDC.

Giuseppe Romani

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mar 11

Se il consigliere Udc cambiasse idea potrebbe garantire il voto che salverebbe in extremis Meneghin
Il sindaco dimissionario dovrebbe ripresentarsi presto in consiglio e chiedere il voto di fiducia

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 11/03/2009 di Paolo Aguzzoniromani 150x150 La maggioranza fa pressing su Romani

La voce pare suffragata da elementi concreti. Sarebbe in atto un tentativo in extremis per evitare che diventino effettive le dimissioni del sindaco Paolo Meneghin. Sembra ci sia il margine per poterle ritirare, ma per farlo occorre che Meneghin si ripresenti davanti al consiglio comunale e faccia marcia indietro ovviamente dimostrando che ha una maggioranza: in fondo gli manca un solo voto. Dalle dichiarazioni sentite il 5 marzo spazio non ce n’è salvo che qualcuno non cambi idea all’ultimo momento. Pare non si sia mai interrotto il «pressing» sul consigliere comunale dell’Udc Giuseppe Romani per convincerlo a fare marcia indietro: non sappiamo cosa risponderà e se risponderà, ma pare che le pressioni messe in atto siano piuttosto pesanti e potrebbero interessare anche la sua attività di libero professionista. Vedremo se la politica badiese offrirà alla riflessione pubblica anche questa nuova puntata.
Intanto registriamo il commento del coordinatore del Pd badiese Gianni Stroppa che appena un mese, era il 6 di febbraio, aveva lanciato provocatoriamente l’operazione «Salvate il soldato Ryan» immaginando proprio il sindaco nelle vesti del protagonista del film. «”The end” – commenta Stroppa -; nella serata del 5 marzo è stata posta la parola fine a quello che politicamente si manifesta come una rappresentazione cinematografica de Salvate il soldato Ryan. Con lo stesso epilogo. Tutti coloro che si erano prodigati nella spedizione per salvare il sindaco Meneghin, da febbraio 2007 in poi, hanno dovuto ammettere il fallimento dell’operazione.
Dal 22 dicembre scorso sono trascorsi più di 70 giorni senza che si sia trovato un accordo politico relativo alla strutturazione della futura Pdl, con un sindaco, Meneghin, non in grado di tessere né accordi nè forse rapporti personali. E la discussione, per certi versi dura, avvenuta durante il consiglio comunale ne ha delineato i contorni, sparagliando ancor più la futura prospettiva politica, tanto che nella dichiarazione di dimissioni il sindaco ha addirittura rilanciato con la sua autocandidatura per le prossime amministrative».
Lo stesso Stroppa però apre uno scenario che si riconduce alla voce di cui s’è detto: «Le dimissioni del sindaco diverranno efficaci ed irrevocabili nei prossimi 20 giorni, come prevede l’articolo 51 dello Statuto comunale approvato il 26 aprile 2004. Non voglio e non posso pensare che in questo lasso di tempo vi saranno colpi di teatro che affosserebbero definitivamente il logico pensare comune». Anche Riccardo Mantovani, coordinatore locale e vice segretario provinciale del Partito Socialista, interviene sulle dimissioni di Meneghin e puntualizza: «Il Ps vuole mettere in risalto come le dimissioni, peraltro sin troppo tardive, siano state una boccata d’aria sana, per una città che stava arrancando paurosamente. Quanto accaduto giovedì 5 marzo è motivo, in un certo modo, d’orgoglio per Badia, che può in effetti tornare a rialzare la testa». Pure a Mantovani resta un sospetto: «Speriamo abbia concretamente a decorrere il termine dei 20 giorni per rendere effettive le dimissioni, senza che vi siano ripensamenti o ulteriori ribaltoni. Sarebbe invero ridicolo e, forse, perfino offensivo nei confronti della cittadinanza badiese».

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