feb 28

NelI’occhio del ciclone la situazione economica

Tratto dalla Voce di Rovigo del 28/02/2009

motivi 150x150 I motivi della crisi: impianti sportivi e areeBADIAPOLESINE- Casse comunali allo stremo. Almeno questo sostengono i principali oppositori, della giunta Meneghin. Il fuoco di fila delle critiche si concentra sull’aspetto economico degli ultimi 5 anni di amministrazione comunale. Nell’occhio del ciclone la gestione degli impianti sportivi (palazzetto e campi di calcioe rugby). Secondo quanto emerge dai bilanci il costo è lievitato dai 4,482milioni di euro a 8,127milioni di euro, solo nel 2008 il costo annuale degli esercizi (ammortamento più gestione) è stato’ di 425mila euro (nel 2006 era stato di 192mila euro). Alla base dell’enorme innalzamento dei costi c’è il fatto che il progetto del 2004 è stato successivamente stravolto. Lo stesso polo natatorio (che deve ancora prendere forma) è stato finanziato con boc per 1,4 milioni di euro e un mutuo trentennale da 66mila,euro all’anno. I critici di Meneghin: Rossetto (con Fimarangoniana) e Stroppa su tutti, sostengono che l,asituazione è tale che per i prossimr anni “ci saranno gravose conseguenze”. Ma le accuse a Meneghin non ‘derivano -solodalla gestione impianti. Pare che le casse del Comune soffrano anche per il mancà.to introito di alcune aree produttive (circa 6-700 mila euro). La curiosità ora si incentra sul prossimo bilancio. Secondo Stroppa sono possibili, “giochi di prestigio” “come. quello di aver traslato 150mila euro di spese correnti sul bilancio 2009″. Ma a sentire chi critica la gestione finanziaria Badiaviveuna situazione di continua anticipazione di cassa (rilievo fatto dalla Corte dei conti). E anche il futuro non è roseo, nei prossimi anni calerannò le entrate dei Derivati, il Patto di stabilità ha maglie strette e le entrate si assottigliano. Il Comune può ancora giocarsi la carta della partenza della area insediativa di Crocetta 4 ma l’approvazione del Pat (con la monetizzazione dei 15 accordi di programma) appare lontana. Lostesso Rossetto, che afferma di lavorare comunque perchè a Badia ci sia un centrodestra organico spiega che “la Corte dei conti ha mosso rilievi alla gestione amministrativa di Badia, chiedendo un piano di rientro e una maggiore’ attenzione alle entrate. Piano mai attuato”. A decidere dal punto di vista tecnico sul bilancio saranno tre revisori dei conti: e pare che almeno uno di questi abbia già inclinato il pollice verso il basso. Manca pocoe poi sarà davvero la resa dei conti.

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feb 28

Il prossimo voto sul bilancio potrebbe portare alla fine dell’era Meneghin
Apparentemente la giunta non ha più i numeri menego 150x150 Il comune sullorlo del commissariamentoma spera nelle astensioni

Tratto dalla Voce di Rovigo del 28/02/2009

BADIAPOLESINE- Algebra politica. Per spiegare l’attuale situazione politica di Badia polesine occorre saper fare bene di conto. La giunta di Paolo Meneghin infatti, alle soglie del cruciàle appuntamento del bilancio 2009,sembra appesa all’esile filo che la separa dal baratro del commissariamento. La manovra di bilancio sarà presentata ai consiglieri comunali nel consiglio di giovedì prossimo ma è in sede di approvazione (probabile data il 26 marzo, e comunque entro il 31)che si tireranno le somme. Letteralmente. Sì perché al momento pare che la giunta non abbia i numeri per portare a termine il proprio mandato. Nelle scorse settimane la maggioranza’ ha perso i pezzi, si sono dimessi il presidente del consiglio comunàle, Mauro Usini, e poi Silvia Veronese, assessore alla Cultura. Smarcamento’ anche da parte di Mariolina Fogagnolo, expresidente di commissione e del consigliere Edo Boldrin (iscritto àl Pd ma eletto nelle liste di Badia àl centro) che ha dichiarato di decidere volta per volta sul proprio sostegno all’esecutivo. I numeri. Ecco allora che Meneghin può contare su 9 voti (Renzo Aguzzoni; Marcello Ferreri, aSsessori di Fi; Giuilio Barbieri, Paolo Rigobello, assessori di An; Cristina Tesin, assessore al Bilancio; Mario Cabassa, assessore Agricoltura; più i consiglieri di, An Carlo Moretti e Ivo Baccaglini). All’opposizione sono in 9 ma potrebbero essere 11: Giovanni Rossi, Claudio Guerra, LucaRossetto e Pierleopoldo Visentin; i consiglieri del Pd Claudio Brusemini, Boldrin e Usini; gli Udc Guido Pigaiani e Giuseppe Romani. L’indipendente Mirko Tomì, che ultimamente ha votato come i forzisti “marangoniani”, poi i casi di Veronese e Mariolina Fogagnolo, la prima dimessasi da assessore, la seconda da presidente di commissione. Detta così sembrerebbe un banale pronostico. In realtà su Badia si concentra una vasta gamma di scenari politici Spaccature e correnti Lasciando per un attimo in disparte le questioni amministrativa ed- economico-finanziaria (su cui si addensano le critiche), Badia appare come una serie di cerchi concentrici, un sistema di scatole cinesi che si intersecano fra loro. Altrimenti come spiegare che sindaco e assessori appartengono a Forza Italia e An (quindi pdl). E che quattro consiglieri di minoranza sono anch’essi di Fi. E ancora: il Partito democratico è all’opposizione ma’ per due anni la giunta ha goduto dell’appoggio di Usini e Boldrin, tesserato Pd e pure consigliere provinciale del partito di Gabriele Frigato. L’Udc, infine prima era in maggioranza, poi ne è uscito .. La sinistra non è rappresentata in consiglio, ma Veronese, ex Ds, per due anni ha retto un assessorato. Insomma un magma politico in perpetuo movimento. Fi da tempo è spaccata, fra coloro che si riconoscono nella linea di Renzo Marangon e contrari àlla giunta e coloro che in giunta ci sono (fino a qualche mese fa si sarebbero definiti di area bendiniana,’ ma ora Iginio Bendin pare finito nelle retrovie del partito). Poi c’è la questione.Pdl, dove mentre. An sostiene il sindaco gran parte di Fi lo osteggia. Ma anche nel Pd ci sono due anime. Il segretario Gianni Stroppa si riconosce nella cosiddetta “area Spinello”, mentre Boldrin si situa nell’area “Frigato” (alle primarie locali per la segreteria Stroppa vinse di un centinaio di voti ma pare che per Boldrin votarono molti esponenti del centrodestra). Scenari. Tutto questo per dire che a decidere le sorti del Comune potrebbe non essere un presente fatto di conti economici in crisi, ma gli scenari che ipotecano la politica futura (in giugno le votazioni). Il Pd infatti con una spallata potrebbe mandare a casa la giunta (se Boldrin vota contro) e monetizzare dal punto di vista elettorale. Fi e An,invece, pòtrebbero mantenere in vita l’esecutivo in Vista di prossimi accordi (che però richiederebbero il sacrificio di parte dell’ attualeamministrazione). Certo salvare Meneghin da parte di chi l’ha sempre attaccato sembra cervellotico, ed àltrettanto affossarlo da parte di chi l’ha appoggiato. Ed è qua che diventano ,decisive le scelte di Veronese e Fogagnolo, apparentemente fuori dai giochi partitici. Ma come fare a votare il bilancio dopo le dure critiche dei giorni scorsi? Certo in. vista del voto sul bi>lancio c’è la scappatoia dell’astensione, che però a conti fatti equivale ad un non ·voto conuario, cioè fav0revole. Quindi? Non resta che aspettare.

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feb 28

Il presidente provinciale ribadisce il no al centrosinistra

Tratto dalla Voce di Rovigo del 28/02/2009borgato 150x150 Borgato: Basta ambiguità serve una strategia chiara

ROVIGO- “Ormai il bipolarismo è un dato di fatto e non possiamo permetterci di non scegliere”. Il presidente provinciale dell’Udc Renato Borgato torna sulla querelle delle alleanze in vista delle prossime amministrative, partendo da una defezione importante nel partito, seppura livello nazionale,quella di Erminia Mazzoni già vicesegretaria dal 2005 al 2007. Un abbandono sofferto, ma non privo di vis polemica, sottolineando come “l’autonomia rivendicata rischia di trasformarsi in opportunismo”, e definendo ondivaghe le scelte nazionali, in Trentino a sostegno del centrosinistra, in Sardegna col Pdl e corsa solitaria, invece, in Abruzzo. “Conoscendola, è stata sicuramente una decisione sofferta – commenta Borgato – ma le sue motivazioni sulle scelte opportuniste è  in realtà una critica che dalla base viene fuori. E’ per questo che chiedo chiarezza sulle posizioni, bisogna uscire dall’ambiguità”.
Chiarezza che per Borgato fa rima con consequenzialità quando parla di alleanze. “Il bipolarismo, seppur imperfetto, è ormai entrato nella mentalità della gente. Se vogliamo pensare di governare dobbiamo porci il problema delle alleanze, perché non siamo la Democrazia cristiana che aveva il 38% dei voti. E la strategia deve essere precisa. E’ ormai dimostrato che i nostri consensi crescono quando stiamo col centrodestra, quindi la strada da seguire è quella, non abbiamo un elettorato che vede favorevolmente un accordo a sinistra”. Il quadro per le provinciali, però, non è stato ancora definito, sebbene la posizione di Borgato sia chiara: “Siamo fermi al documento di gennaio, avevamo chiesto un rinvio per poterlo esaminare a livello di partito, adesso però non è più tempo di titubanze, occorre scegliere”.

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feb 28

IL PRESIDENTE NAZIONALE DEL PARTITO INVITATO IN POLESINE

Tratto dal Resto del Carlino del 28/02/2009 di Cristiano Bendin

NEI GIORNI scorsi a Peschiera si sono riuniti i Giovani dell’Udc della delegazione dell’on. Europarlamentare Iles Braghetto di Padova, che hanno avuto il privilegio lo scorso dicembre direstobuttiglione 150x150 L’Udc ha incontrato Rocco Buttiglione
visitare e lavorare nelle varie commissioni presso le Istituzioni europee a Bruxelles. In adempimento al compito che si sono prefissati durante il seminario del Gippe (Giovani Italiani del Partito Popolare Europea), hanno lanciato un progetto di scuola di formazione politica per tutti i giovani del Veneto. Erano presenti delegazioni dalla provincia di Padova, Verona,Treviso, Vicenza e Rovigo, con la delegazione più folta accompagnata dal Presidente dell’Udc di Rovigo Renato Borgato e di Badia Polesine Gino Ponzetto. L’onorevole Braghetto dopo aver ringraziato i ragazzi di aver partecipato cosi numerosi, ha introdotto un intenso dibattito tra Luca Antonini, vicepresidente Fondazione per la sussidiarietà e docente di Diritto Costituzionale Università di Padova, e Rocco Buttiglione, Presidente Nazionale Udc, sui concetti di sussidiarietà e di bene comune alle soglie del 2009. A margine dell’incontro Rocco Buttiglione è stato invitato dalla delegazione badiese, a visitare Badiae la provincia di Rovigo nella prossima primavera. Mauro Annunziata e Cristian Peluso della segreteria Udc di Badia Polesine hanno dichiarato: « Un interessantissimo dibattito a cui non si poteva mancare».

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